Cosa facciamo
Telecomunicazioni di emergenza
In breve
- Cosa: reti radio, ponti ripetitori fissi e mobili, sale operative, supporto tecnico a gruppi e istituzioni.
- Perché: in un’emergenza vera la rete telefonica cede quasi sempre. La radio no.
- Dal 1993, fino all’esercitazione regionale di telecomunicazioni per le Olimpiadi Invernali e al supporto a Milano-Cortina 2026.
Perché esiste la radio, nell’epoca del cellulare
In un’emergenza vera la rete telefonica cede in tre fasi, quasi sempre nello stesso ordine.
- Si satura — migliaia di persone chiamano contemporaneamente e la capacità della cella si esaurisce.
- Si degrada — le antenne restano in piedi ma i collegamenti che le servono si interrompono.
- Si spegne — se manca la corrente abbastanza a lungo, le batterie tampone si scaricano.
A quel punto chi coordina i soccorsi non ha più modo di parlare con chi è sul campo. La radio non dipende dalla rete di un operatore: funziona con apparati propri, ponti propri, alimentazione propria. È una tecnologia affidabile: fa una cosa sola e la fa quando tutto il resto smette di funzionare.
Cosa facciamo, concretamente
- Reti radio per il coordinamento dei soccorsi.
- Ponti ripetitori fissi e mobili, installati e mantenuti da noi.
- Sale operative presidiate durante le attivazioni.
- Supporto tecnico ad altri gruppi, associazioni e istituzioni.
- Collegamenti radio per manifestazioni ed eventi.
- Formazione sull’uso degli apparati.
Quando è servito
Emergenza fiume Po 2000-2001. Terremoto dell’Aquila 2009. Terremoto in provincia di Mantova ed Emilia 2012. Esondazione del Chiese ad Asola 2014. Emergenza neve nel Centro Italia 2017. Allagamenti a Ostiglia 2018 e 2019.
Nel 2025 abbiamo partecipato all’esercitazione regionale di telecomunicazioni propedeutica alle Olimpiadi Invernali. Nel 2026 abbiamo supportato l’organizzazione di Milano-Cortina.
Vuoi lavorare in sala radio?
Ogni percorso prevede una formazione specifica, seguita e supportata da tutti noi. Il primo passo non costa nulla: vieni a vedere.